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IVA

sigla dell'Imposta sul Valore Aggiunto che dal 1º gennaio 1973 ha sostituito l'IGE (Imposta Generale sull'Entrata) insieme ad altre 23 voci fiscali. È un'imposta indiretta in quanto presupposto dell'IVA è il consumo di reddito per l'acquisto di beni e servizi. È un'imposta generale in quanto grava sulla maggior parte dei consumi ed è proporzionale ad aliquote differenziate. L'IVA colpisce l'incremento di valore che il bene o servizio acquista in corrispondenza dei singoli passaggi del ciclo produttivo-distributivo. Ogni operatore assolve l'IVA sugli acquisti e trasla in avanti l'imposta applicandola sul prezzo della cessione o prestazione all'operatore successivo: è questo il cosiddetto meccanismo della rivalsa. L'imposta finisce col gravare interamente sul consumatore finale del bene o servizio. Dal 1993, con la realizzazione del Mercato Europeo, il legislatore fiscale ha introdotto il cosiddetto regime delle operazioni intracomunitarie che consente l'armonizzazione della normativa con l'abbattimento dei controlli doganali sullo scambio di merci e servizi tra i Paesi della UE. I contribuenti di diritto del tributo (imprenditori, professionisti, importatori) versano all'erario la differenza tra l'IVA riscossa sulle vendite e quella pagata sugli acquisti, cioè la differenza tra IVA a debito e IVA a credito (detrazione di imposta da imposta). Qualora la differenza dovesse risultare positiva il contribuente risulterà creditore nei confronti dell'erario. Le operazioni imponibili ai fini IVA sono le cessioni di beni e le prestazioni di servizi a titolo oneroso effettuate nell'esercizio di imprese, arti e professioni, nonché le importazioni da chiunque effettuate. Per i contribuenti che nell'anno solare precedente hanno realizzato un volume d'affari non superiore a 360 milioni di lire, se esercenti attività di prestazione di servizi (ovvero 1 miliardo negli altri casi), è prevista la possibilità di optare per l'effettuazione della liquidazione e dei relativi versamenti dell'IVA con una frequenza trimestrale, maggiorando l'importo dell'1,50% a titolo di interessi maturati. Viene loro, inoltre, concessa la possibilità, salvo opzione contraria, di ottemperare a tutte le registrazioni fiscali ai fini delle imposte sui redditi con la semplice tenuta dei registri IVA. Gli altri contribuenti sono sottoposti al regime ordinario di contabilità e assolvono gli obblighi periodici IVA con cadenza mensile. Dal 2000 le dichiarazioni periodiche (mensili o trimestrali) devono essere presentate dalle società di capitali ed enti di cui all'art.87 del D.P.R. 917/86 (soggetti IRPEG), a eccezione degli enti pubblici, organi e amministrazioni dello Stato e dalle società di persone e soggetti equiparati e dalle persone fisiche, che hanno realizzato nell'anno precedente un volume d'affari superiore a 50 milioni di lire. Entro il 31 marzo di ogni anno tutti i contribuenti sono tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale IVA con l'elenco dei clienti e dei fornitori. Se la presentazione avviene in via telematica, la scadenza è rimandata al 30 giugno. Nella dichiarazione vanno indicati il volume d'affari complessivo ripartito per categoria di operazioni; la differenza totale tra l'IVA riscossa sulle vendite e quella assolta sugli acquisti; l'ammontare dei versamenti trimestrali o mensili effettuati. Sono previste norme particolari per determinate categorie di contribuenti (dettaglianti, agricoltori, esportatori). § Nel 1995, con il decreto legge 23 febbraio, n. 41 convertito con la legge 22 marzo, n. 85, le aliquote intermedie sono state modificate. In particolare, al fine di rendere omogeneo il sistema tributario italiano con quelli dell'Unione Europea, sono quattro le aliquote: del 4, del 10, del 16 e del 19%. In un'evidente ottica di semplificazione del sistema tributario sono stati ridotti al minimo i trasferimenti delle singole voci da una fascia all'altra di aliquota. Ulteriori modifiche alla disciplina dell'IVA sono state apportate dal decreto legge 2 settembre 1997, n. 313. In materia di federalismo fiscale, inoltre, dal 2001, ca. il 25% del gettito dell'IVA è attribuito alle Regioni. Nel 2012 il governo Monti ha portato l'aliquota al 21%.

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