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Imitazióne di Cristo

opera ascetica del cattolicesimo medievale, di autore incerto. Scritta originariamente in latino, risulta composta di quattro libri: Admonitiones ad spiritualem vitam utiles, Admonitiones ad interna trahentes, De interna consolatione, De Sacramento Altaris. Fra i libri più diffusi nel mondo (si contano più di 3000 edizioni), l'Imitazione di Cristo, astraendo da ogni questione teorica, scende nel vivo della vita religiosa pratica e, partendo da consigli generali, sale man mano fino alle altezze della perfezione cristiana, con una profonda conoscenza del cuore umano e la saggezza di un insegnamento, che sa adattarsi a tutte le anime e alle particolarità di ogni situazione. Mortificazione, pratica delle virtù cristiane, unione costante con Gesù Cristo sono i tre punti fondamentali e il compendio di tutta l'ascetica, con un indirizzo affettivo che fa dell'“Amor Dei” la nota dominante di tutta l'opera. Lo stile è sempre spontaneo, semplice, immediato, penetrante. La paternità dello scritto ha dato luogo fin dal sec. XIV a una polemica non ancora sopita: godono di maggiori probabilità Tommaso da Kempis, Gersen di Vercelli e Gersone di Parigi. La prima edizione fu probabilmente quella di Augusta (1472); la prima in italiano fu stampata a Venezia nel 1483 a cura di P. Loslein.

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