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Jouve, Pierre-Jean

poeta e narratore francese (Arras 1887-Parigi 1976). Rinnegata la breve esperienza simbolista e quella unanimista, maturata a fianco di Romain Rolland e nell'esperienza della guerra, Jouve fece il suo vero esordio poetico nel 1924 con Les mystérieuses noces. Seguirono Noces (1928), Le paradis perdu (1929) e Sueur de sang (1934), preceduto da un manifesto il cui titolo, Inconscient, spiritualité et catastrophe, definisce i campi d'indagine di tutta l'opera, compresi tra i due poli della religione e della psicanalisi. Le tappe principali di quella ricerca, espressiva ancor più che spirituale, sono: Matière céleste (1937), La vierge de Paris (1944), Génie (1947), Diadème (1949), Langue (1952), Inventions (1959), Ténèbre (1965). Jouve ha prodotto anche una copiosa opera narrativa, ma di sostanza essenzialmente poetica, come Paulina 1880 (1925) e il ciclo di Cathérine Crachat, che si chiude con La scène capitale (1935) e Proses (1960). Si ricordano ancora il saggio Défense et illustration (1943) e l'autobiografico En miroir (1954).

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