Questo sito contribuisce alla audience di

Rolland, Romain

Guarda l'indice

scrittore e musicologo francese (Clamecy, Nièvre, 1866-Vézelay, Yonne, 1944). Conseguita la laurea in storia all'École normale supérieure nel 1889, soggiornò due anni a Roma con una borsa di studio dell'École française. Qui, nello studio del Rinascimento italiano e della musica tedesca, scoperta attraverso l'amicizia di un'appassionata wagneriana, Malwida von Meysenburg, concepì quella visione ideale ed eroica dell'esistenza che esaltò nelle vite degli uomini illustri (Beethoven, Michelangelo, Händel, Tolstoj) ed eresse poi a esempio di morale individuale e sociale. Ne diede la prima applicazione letteraria nel “teatro della rivoluzione” (Les Loups, Danton, Le quatorze juillet, 1898-1902) e nelle “tragedie della fede” (Saint Louis, Aërt, Le triomphe de la raison, 1897-99), il cui insuccesso non fermò la sua ricerca di un teatro atto ad “accendere la fede della nazione”, teorizzato in Le Théâtre du peuple (1903) e rappresentato con La Montespan, Les vaincus, Robespierre. La musica – fu il primo insegnante di storia della musica alla Sorbona (1904-12) – restava tuttavia al centro dei suoi interessi. La figura di Beethoven e la sua musica hanno larga parte nei dieci volumi del romanzo-fiume Jean-Christophe, pubblicato dal 1904 al 1912 nei Cahiers de la Quinzaine di Charles Péguy. Vi si intrecciano tutte le idee generose e i temi morali e sociali propri della narrativa di Rolland che annovera i titoli meno fortunati di Colas Breugnon (1919), Clérembault, histoire d'une conscience libre pendant la guerre (1920), L'âme enchantée (7 vol., 1922-33). Coerente con i suoi ideali, Rolland si adoperò in difesa del pacifismo durante la guerra e dopo (Au-dessus de la mêlée, 1915, Al di sopra della mischia; Mahātmā Gandhi, 1923), della Rivoluzione d'ottobre (Salut à la Révolution, 1917), della lotta contro il fascismo e il nazismo, suscitando non di rado polemiche e incomprensioni che coinvolsero sia l'opera (considerata idealistica e farraginosa) sia la persona. Tra le sue numerose opere rivestono ancora interesse la Vie de Beethoven (1903), i sei volumi di Beethoven: les grandes époques créatrices (1928-44), gli studi sull'opera barocca (1895), su Händel (1910 e postumo 1951), su musicisti antichi (1908 e 1919) e moderni (1908), Le voyage intérieur (1933), il diario e la corrispondenza. Premio Nobel per la letteratura nel 1915.

Bibliografia

J

Robichez, Romain Rolland, Parigi, 1961; J. B. Barrère, Romain Rolland, l'âme et l'art, Parigi, 1965; D. Nedeljkovic, Romain Rolland et Stefan Zweig, Affinités et influences littéraires et spirituelles 1910-42, Parigi, 1970; R. Morgan, Romain Rolland et son optique de la vie, Parigi, 1982.

Media


Non sono presenti media correlati