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Kitakyūshū

città (1.016.264 ab. nel 1997) del Giappone, nella prefettura di Fukuoka, sull'estrema punta settentrionale dell'isola di Kyūshū. Costituita nel 1962 con la fusione in un'unica municipalità delle città di Moji, Yahata, Wakamatsu, Tobata e Kokura, è uno dei centri economici più importanti del Paese, il cui abitato si estende intorno allo stretto e profondo golfo di Dokai e si prolunga verso E lungo la costa, fronteggiando la punta di Shimonoseki all'estremità dell'isola di Honshū. Le originarie specializzazioni industriali e portuali dei centri che hanno formato la conurbazione si legano alla vicinanza di notevoli giacimenti carboniferi (Chikuho Tanden): a Kitakyūshū sono ubicati, pertanto, complessi siderurgici, metalmeccanici (fra cui cantieri navali), chimici, vetrari, cementieri e tessili, per il cui approvvigionamento energetico si è reso necessario, nel tempo, il ricorso anche a importazioni petrolifere. Restano praticate le attività della pesca. Il carattere intensivo dell'area urbana e il delicato equilibrio ambientale (vi è compreso un parco nazionale marino) creano problemi infrastrutturali (in particolare, carenza idrica) e hanno limitato lo sviluppo della popolazione, stazionaria già dagli anni Sessanta. Due gallerie sottomarine (ferroviaria e stradale) collegano Kitakyūshū a Shimonoseki. Aeroporto (15 km a SE).

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