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Lèquile

comune in provincia di Lecce (6 km), 38 m s.m., 36,36 km², 7946 ab. (lequilesi), patrono: san Vito (ultima domenica di giugno).

Centro del Salento, nell'agglomerato suburbano di Lecce. Fondato in epoca romana in un territorio abitato dall'Età del Bronzo, entrò a far parte della Contea di Lecce intorno al Mille. Nel 1532 fu avocato al regio demanio; ebbe numerosi feudatari, ultimi i Saluzzo (1690-1806). § L'abitato conserva numerose chiese barocche, opera di due artisti locali del Seicento, fra' Silvestro da Lequile e Salvatore Miccoli (sec. XVII). Al primo si devono il convento dei Francescani e la prima fase della costruzione della chiesa madre, poi ripresa nel 1724. Al secondo sono da attribuire la chiesa di san Vito, a croce greca sormontata da alta cupola ricoperta di mattonelle policrome, il santuario di Maria Santissima della Consolazione e la chiesa del Redentore o di San Nicola, dalla scenografica facciata. § L'economia si basa sull'agricoltura, con uva (vino copertino DOC), olive, ortaggi e tabacco, a cui si affianca l'industria presente nei settori edile, alimentare, delle confezioni, della lavorazione del legno (mobili) e dei metalli. È attivo l'artigianato della creta, della ceramica e della cartapesta.

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