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Lèrici, Carlo Maurìlio

ingegnere e industriale italiano (Verona 1890-Roma 1981). Laureatosi in ingegneria nel 1913 presso il Politecnico di Torino, si dedicò ad attività industriali e commerciali nel campo degli acciai speciali e inossidabili dal 1920 al 1955. Dopo essersi fatto promotore, nel 1941, della creazione dell'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, nei primissimi anni del secondo dopoguerra Lerici fu il fautore della trasformazione del Centro di Prospezioni Geominerarie del Politecnico di Milano in Istituto di Geofisica Applicata, che diventava uno dei più avanzati centri italiani per le ricerche minerarie, sugli idrocarburi, sulle acque e i gas. Parallelamente, nel segno di un interesse da sempre accesissimo per le discipline umanistiche, diede vita, nel 1947, alla Fondazione che porta il suo nome.

Fondazione Ing. Carlo Maurilio Lerici

La Fondazione Lerici è stata la prima istituzione in Italia a introdurre metodi diagnostici non invasivi per la localizzazione e il riconoscimento di strutture archeologiche sepolte. Servendosi di tecniche di prospezione basate sull'impiego di georadar, apparecchiature in grado di misurare la resistività elettrica delle aree indagate e altri strumenti, la Fondazione ha condotto numerose campagne di ricerca, grazie alle quali la pratica dell'archeologia ha visto aprirsi le porte di un approccio del tutto nuovo e di grandi potenzialità. La prima e ancora più celebre operazione è stata condotta, a partire dal 1956, nell'area della necropoli etrusca dei Monterozzi a Tarquinia (Viterbo), alla quale si sono affiancati gli analoghi interventi condotti negli altri insediamenti etruschi di Cerveteri e di Vulci. Nel caso di Tarquinia, l'intervento dei tecnici della Fondazione, guidati dallo stesso Lerici, ha avuto esiti di eccezionale importanza consentendo la localizzazione, fra l'altro, di molte delle più celebri tombe dipinte conosciute. Da allora l'attività della fondazione si è considerevolmente ampliata e l'istituto, che è stato scelto dall'UNESCO, dal 1998, come ente preposto alle indagini mirate all'identificazione di aree considerate a rischio archeologico, opera su più fronti, sia in Italia sia all'estero. Dal 1966 la fondazione cura la pubblicazione della rivista scientifica Prospezioni archeologiche.

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