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Landor, Walter Savage

scrittore inglese (Warwick 1775-Firenze 1864). Di ricca famiglia borghese, fu espulso da Oxford per le sue violente idee repubblicane e anche in seguito la sua vita fu turbata da liti e scandali. Trascorse lunghi anni in Italia, soprattutto a Firenze. Esordì nel 1795 con i Poems, cui seguirono il poema epico Gebir (1798), d'ispirazione orientale, e la tragedia Count Julian (1812), che gli diede la fama. Ma è nella prosa che Landor manifesta la sua maestria: le Imaginary Conversations (in 2 serie, 1824 e 1829), dialoghi immaginari tra le grandi figure di ogni tempo, anche se di valore diseguale, per i loro pregi stilistici fanno di lui uno dei più notevoli prosatori dell'epoca, capace di esprimere in forma agile e armoniosa tutte le sfumature dell'emozione. Il classicismo che egli esprime è spontaneo e si manifesta soprattutto nella sobrietà dello stile e nel rifiuto dei temi convenzionali cari ai romantici. Per quanto riguarda i suoi versi, anche latini (Hellenics, 1847; Heroic Idylls, 1863; ecc.), nelle strofe brevi, nelle pungenti poesie occasionali, negli epigrammi Landor trova a volte freschezza e vigore d'immagini; nelle composizioni di più ampio respiro il suo verso sciolto, solenne ed elegante, resta arido e astratto, lontano dalla vita e dalla realtà.

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