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Latiano

comune in provincia di Brindisi (22 km), 97 m s.m., 54,81 km², 15.371 ab. (latianesi), patrono: santa Margherita (20 luglio).

Centro situato al margine settentrionale del Tavoliere di Lecce. Forse di origine messapica, nel 1092 fu infeudato dal normanno Boemondo all'abbazia di Sant'Andrea dell'Isola di Brindisi. Ebbe poi altri signori e nel 1641 fu acquistato dagli Imperiali, che lo tennero fino al 1806. Nel 1848 e nel 1860 fu teatro di scontri tra borbonici e liberali.§ Il Palazzo Comunale è un rifacimento cinquecentesco, restaurato nel Settecento dagli Imperiali e trasformato in residenza signorile, di un più antico castello (sec. XII). Interessante è il Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari, con numerosi oggetti della civiltà rurale e la ricostruzione fedele di alcuni ambienti (l'officina del fabbro, la bottega del tessitore e la tipica casa pugliese); una sua sezione distaccata, ospitata in un ex frantoio, è il Museo della Ceramica “A. Ribezzi”, che raccoglie ceramiche pugliesi del sec. XX.§ L'economia si basa sull'agricoltura, che produce olive, uva, mandorle, cereali e frutta; l'industria è attiva nei settori enologico (salice salentino e aleatico di Puglia DOC) e oleario. È praticato l'allevamento di bovini da latte.§ In località Muro Tenente sussistono i resti di una città (da identificarsi con la messapica Scamnum), con ampia cerchia muraria e numerose tombe.

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