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Masefield, John

poeta inglese (Ledbury, Herefordshire, 1878-Abingdon, Berkshire, 1967). Ebbe giovinezza irrequieta, prima come marinaio e poi a New York, dove fece i mestieri più diversi e più umili. Tornato in patria, si diede al giornalismo e cominciò a scrivere poesie, diventando in breve una delle maggiori figure del movimento giorgiano. Nel 1930 gli venne conferito il titolo di poeta laureato. Nella sua fase iniziale, Salt-Water Ballads (1902; Ballate d'acqua salata) e Ballads and Poems (1910), la poesia di Masefield risente degli influssi di Kipling e di Whitman e appare meno valida dei più tardi poemi narrativi – specialmente The Everlasting Mercy (1911; L'eterna misericordia), Dauber (1913; Imbrattatele) e Reynard the Fox (1919; Reynard la volpe) – in cui predomina una visione concreta della realtà calata in uno stile vigoroso e immediato. Masefield fu anche prolifico scrittore di drammi: Good Friday (1917; Venerdì santo), Tristan and Isolt (1927), ecc.; e di romanzi: Multitude and Solitude (1910; Folla e solitudine), The Bird of Dawning (1933; L'uccello dell'alba) e molti altri.

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