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Mir

"Per le caratteristiche della stazione spaziale vedi tabella a pag. 385 dell'Aggiornamento 1990." nome (in russo pace) della stazione spaziale sovietico-russa che sostituiva la Saljut. Lanciata in orbita terrestre il 19 febbraio 1986, la Mirorbitava a 400 km di quota dalla Terra. Costituita da sei moduli, la stazione presentava un modulo centrale pressurizzato, dalla forma cilindrica, con un diametro tra i 4,2 e i 2,9 m, lungo 13 m e pesante ca. 21 t, destinato a ospitare i cosmonauti. A questo si agganciavano sia gli altri cinque moduli scientifici e tecnologici, il Kvant per studi di astrofisica e di biologia, il Kvant 2, il Kristall per la produzione di cristalli in microgravità, lo Spektr e il Priroda per le osservazioni ottiche delle risorse terrestri, sia le navicelle Sojuz per il trasporto degli equipaggi, sia le Progress per il rifornimento periodico della stazione. Al momento del lancio era stato previsto per la Mir una vita in orbita di cinque o sei anni, ma la stazione in realtà ha proseguito la sua permanenza nello spazio fino alla piena operatività della Stazione Spaziale Internazionale. Poiché nel 1997 si erano verificati guasti ad alcuni moduli, se ne stabiliva per mancanza di fondi la distruzione per il 2000. Allo scadere di quell'anno, però, si prorogava la vita in orbita della stazione spaziale grazie ai finanziamenti di un gruppo internazionale, intenzionato ad aprire sulla stazione un portale Internet, a ospitare società private, per la sperimentazione di materiali da commercializzare e per la produzione di programmi per i media, e a trasformarla infine in un albergo cosmico. Risultati ancora troppo alti i costi di manutenzione, nel marzo 2001 la Mir veniva fatta precipitare nell'Oceano Pacifico. Dal 1986, sulla stazione spaziale si sono avvicendati 46 cosmonauti russi, molti dei quali hanno stabilito alcuni record di permanenza nello spazio, come quello di 437 giorni realizzato il 22 marzo 1995 da V. Poliakov. La Mir ha inoltre ricevuto a bordo diversi astronauti statunitensi, britannici, tedeschi e francesi fino all'inizio del 1997. "Per approfondire vedi Gedea Astronomia vol. 1 pp 94-97, 219, 318; vol. 2 pp 98-100 " "Per approfondire vedi Gedea Astronomia vol. 1 pp 94-97, 219, 318; vol. 2 pp 98-100 "