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Montepaóne

comune in provincia di Catanzaro (34 km), 367 m s.m., 16,95 km², 4442 ab. (montepaonesi), patrono: san Felice Martire (prima domenica di agosto).

Centro del versante ionico delle Serre, posto nella fascia collinare che digrada verso il golfo di Squillace. Sorse probabilmente sul sito dell'antica Aurunco, fondata in epoca preromana. In seguito l'abitato fu trasferito poco più in alto, per difendersi dalle incursioni saracene. Dal 1101 al 1806 appartenne alla certosa di Serra San Bruno. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1783. § Nella chiesa dell'Immacolata, ricostruita dopo il sisma, si trovano una tela di ignoto artista meridionale (fine sec. XVI), un'altra di manierista coevo e un ostensorio in argento (sec. XVIII); si segnala anche il palazzo Pirrò. § L'agricoltura produce ortaggi, agrumi e olive; è praticato l'allevamento ovino e bovino. L'industria è presente nei settori edile e dei materiali da costruzione. L'artigianato produce canestri e crivelli di vimini. Nel comune sgorgano sorgenti di acque ferruginose. A Montepaone Lido sono attivi il turismo e un cantiere per imbarcazioni da diporto. § Durante la Settimana Santa l'intero paese prende parte alla rappresentazione della Passione di Cristo, il cui copione pare risalga al teatro di Pietro Metastasio.