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Morelos y Pavón, José María

patriota messicano (Valladolid, oggi Morelia, 1765-San Cristóbal de Ecatepeo, oggi Ecatepec Morelos, 1815). Curato di Carácuaro e Necupétaro, si unì alla rivolta di M. Hidalgo y Costilla contro il dominio spagnolo (settembre 1810). Incaricato di estendere l'insurrezione nel sud, diede disposizioni per la restituzione della terra ai contadini, l'abolizione della schiavitù e la devoluzione delle terre comunali agli indigeni (novembre 1810). Il suo programma gli permise di trovare largo seguito e di stabilirsi con sicurezza nelle zone conquistate. Alla testa del movimento dopo la morte di Hidalgo (1811) riuscì a eludere le truppe realiste che tentavano di assediarlo (maggio 1812) e, con una delle sue campagne più brillanti, conquistò Orizaba e Oaxaca (novembre 1812) e infine Acapulco (agosto 1813), dando agli insorti un porto importante. Nel 1813, un congresso di governi locali, riunito a Chilpancingo e al quale Morelos y Pavón aveva presentato (14 settembre 1813) il suo programma politico e sociale, proclamò l'indipendenza del Messico (6 novembre 1813). Con l'appoggio dei Creoli, che temevano implicazioni rivoluzionarie nel programma di Morelos y Pavón, i realisti cominciarono a ottenere successi militari. Morelos y Pavón decise di concentrarsi nella difesa del Congresso che il 22 ottobre 1814 proclamò una Costituzione repubblicana e lo nominò capo del governo; ma, catturato dai realisti, fu condannato a morte e fucilato.