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Muñoz Molina, Antonio

narratore spagnolo (Ùbeda, Jaén, 1954). Di solida formazione culturale e letteraria, ha esordito come pubblicista e saggista. Il suo primo romanzo, Beatus ille (1986; pubblicato in Italia nel 1999), passò quasi inosservato, e in realtà è soprattutto un “debito” pagato a grandi maestri personali e amati: Faulkner e Henry James. Risonante successo ebbe invece L'inverno a Lisbona (1997), che vuol essere un omaggio al cinema “nero” americano e al mondo del jazz, e indulge infatti ai toni cupi e agli stridori prolungati mediante una scrittura accentuatamente sostenuta. E ancora il “nero” domina da un capo all'altro Beltenebros (2001), storia truculenta e “cinematografica” (non per nulla subito tradotta in un film) di un killer politico spedito nella Madrid franchista per giustiziare un presunto traditore del partito. Tra gli altri titoli si segnalano Il custode del segreto (1998), romanzo breve, umoristico, in cui si racconta in chiave comico-grottesca una presunta cospirazione contro Franco; e prose di maggior respiro, come il poliziesco Plenilunio (1998). Fra gli ultimi lavori, entrambi del 2002, vanno ancora ricordati In assenza di Blanca, che tratta di un uomo che, abbandonato dalla moglie, ha l'illusione di vederla tornare a casa, e Sefarad. Un romanzo di romanzi, in cui si fondono storie immaginarie e fatti realmente accaduti. Nel 2006 ha pubblicato Finestre di Mahattan in cui rivisita i luoghi più noti e quelli più nascosti di New York, città dove risiede e dirige Instituto Cervantes.