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Music, Zoran Antonio

pittore e incisore dalmata (Gorizia 1909-Venezia 2005). Studiò alla Scuola di Belle Arti di Zagabria e completò la sua formazione a Madrid. Dopo la seconda guerra mondiale (nel 1943 era stato deportato a Dachau), nel 1945 Music torna a Venezia e riprende a dipingere, soprattutto immagini tratte dalla vita e dai paesaggi veneziani, umbri e senesi, utilizzando dapprima solo toni cromatici terrei e, solo in seguito, colori più vivi (Donne delle isole, 1954). Gli anni Cinquanta sono il periodo dei celebri “cavallini” (Cavallini che passano, 1951), carichi di riferimenti alla pittura veneziana e ai maestri spagnoli Goya e El Greco, e del premio per l'incisione alla Biennale di Venezia del 1956. Il decennio successivo vede Music impegnato nella sperimentazione dell'arte astratta, un passaggio prima di ritornare alla figurazione e ai tristi ricordi del campo di concentramento, i cui incubi segnano la pittura dell'artista negli anni Settanta (ciclo Non siamo gli ultimi). Famoso in tutto il mondo e consacrato da importanti retrospettive (Museo Correr, Venezia, 1985; Kunstmuseum, Basilea, 1986; Centre Pompidou, Parigi, 1988; Villa Medici, Roma, 1992), tra le sue opere si ricordano: Interno di cattedrale (1984) e Doppio Ritratto (1990).