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Nèrva (imperatore)

(latino Marcus Cocceíus Nerva), imperatore romano (Narni ca. 26-Roma 98). Di nascita nobile, colto, eloquente, conciliante, percorse regolare carriera pubblica fino al consolato, che rivestì due volte, con Vespasiano nel 71 e con Domiziano nel 90. Dopo l'uccisione di questi nel 96, il Senato lo proclamò imperatore, trovando in lui realizzati gli ideali di pace e di moderazione politica, ai quali Nerva si ispirò in appena due anni di regno: richiamò in patria gli esiliati; riordinò le finanze pubbliche, pur con alleggerimenti fiscali; riuscì anche a contenere i fremiti di rivolta serpeggianti tra i pretoriani che avrebbero voluto fosse vendicato Domiziano, la cui memoria era stata invece ufficialmente esecrata. Nerva prese anche iniziative in campo sociale assegnando terre a cittadini nullatenenti, incrementando le distribuzioni frumentarie alla plebe, concedendo prestiti agricoli per assistere, con gli interessi riscossi, l'infanzia povera, e promosse opere pubbliche. La sua legislazione fu improntata a equità e tolleranza. Per evitare lotte di successione adottò Traiano, comandante di potenti forze legionarie in Germania. Morì dopo 16 mesi di governo e fu sepolto nel Mausoleo di Augusto. § Tra i ritratti dell'imperatore, che ne tramandano il volto magro, duro, aristocratico, con forti pieghe e naso marcato, sicuri sono quello in marmo da Tivoli (Roma, Museo Nazionale Romano), la colossale statua seduta della Rotonda in Vaticano e la statua equestre in bronzo scoperta a Pozzuoli.

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