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pretoriano

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Lessico

sm. [sec. XIV; dal latino praetoriānus, da praetoríum, pretorio (sostantivo)].

1) Ciascuno dei membri del corpo speciale di soldati romani costituenti la guardia del corpo dell'imperatore.

2) Nel linguaggio comune, fig., seguace fidato e fanatico di una personalità: circolava per la città attorniato dai suoi pretoriani.

Storia

I pretoriani furono istituiti come corpo permanente da Augusto nel 27 a. C. sull'esempio delle cohortes praetoriae, reparti di truppe a disposizione diretta dei generali nell'ultima età repubblicana. Furono inizialmente composti di nove coorti, tre delle quali stanziate vicino a Roma, le altre in prossimità di città italiche. Funsero da vera guardia del corpo dell'imperatore finché rimasero sotto la sua diretta dipendenza; nel 2 a. C. il loro comando venne assunto da due prefetti del pretorio di grado equestre. Nonostante l'episodio del prefetto del pretorio Seiano, che, sotto Tiberio, ebbe un enorme potere e poco mancò dall'arrivare al trono, Caligola rafforzò il corpo dei pretoriani elevando il numero delle coorti a dodici, ognuna delle quali disponeva di 500 uomini circa. Molto presto ebbero mano nell'imporre propri candidati al soglio imperiale: alla morte di Nerone, nel 69, proclamarono Otone contro Galba designato dal Senato. La loro lealtà destò preoccupazione nel successore Vitellio, che sciolse la guardia imperiale del tempo e ne costituì una nuova di 16 coorti di 1000 uomini ciascuna reclutati nelle legioni del Reno. Vespasiano riportò il numero a 9 coorti; più tardi Domiziano ne aggiunse una decima. Dopo il regno di questo imperatore non avvennero radicali trasformazioni nel corpo dei pretoriani, fino a che Costantino, nel 312, lo abolì. I pretoriani venivano regolarmente reclutati tra gli Italici e tra i provinciali più romanizzati; Settimio Severo li sostituì invece con elementi scelti tra le forti legioni illiriche. Prestavano servizio per 16 anni e godevano di notevoli privilegi rispetto ai legionari. Il servizio nel corpo dei pretoriani era molto vantaggioso per chi ambiva a far carriera: i più capaci potevano ricoprire alte cariche nella carriera equestre.

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