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Vespasiano, Tito Flàvio

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Biografia

(latino Titus Flavíus Vespasiānus). Imperatore romano (Rieti 9-Cutilie, Sabina, 79). Raggiunse le più alte cariche grazie alle naturali doti di integrità e tenacia. Legato militare in Germania, partecipò alla spedizione in Britannia (44); console nel 51, ebbe nel 66, da Nerone, il comando della guerra in Giudea e quivi fu acclamato imperatore dalle legioni d'Oriente, cui si aggiunsero poco dopo anche le legioni del Danubio, della Spagna e della Britannia. Fatta sancire dal Senato una lex de imperio, che, dando base giuridica alla figura del princeps, gli riconosceva tutti i poteri più o meno legalmente esercitati dai suoi predecessori, Vespasiano fu esplicito nello stabilire che a lui sarebbero succeduti i figli Tito e Domizianoe in tal modo fondò la dinastia flavia, anche per evitare le lotte per la successione. Le decisioni di Vespasiano suscitarono l'opposizione degli esponenti del pensiero stoico, fedeli all'ideale repubblicano, cui Vespasiano rispose nel 72 con l'espulsione da Roma dei filosofi e col tacito assenso all'uccisione di Elvidio Prisco, capo dell'opposizione senatoria. Per il resto cercò l'accordo col Senato, nel quale favorì l'entrata di molti italici e provinciali. Nel decennio del suo principato Vespasiano espresse gli interessi dei ceti medi italici, riorganizzò ogni settore dell'amministrazione statale, con speciale attenzione per l'esercito e le finanze dello Stato, in un clima di pace dovunque ristabilita. Per evitare la strumentalizzazione a fini personali dell'esercito, Vespasiano ridimensionò la guardia pretoriana affidandone il comando al figlio Tito (cui conferì pure la tribunicia potestas e l'imperium proconsolare nel 71, associandoselo nell'impero); riaffermò l'autorità centrale sugli eserciti provinciali, abolì le gratifiche ai soldati e preferì negli arruolamenti i provinciali agli italici; iniziò la pacificazione della Britannia e rinforzò la linea difensiva della regione tra l'alto Reno e l'alto Danubio; si preoccupò di rendere stabile il bilancio pubblico aumentando i tributi provinciali, controllando i redditi dei terreni del demanio, rivendicando i terreni pubblici usurpati per affittarli; ricostruì il Campidoglio, avviò i lavori del Colosseo, apprestò un nuovo foro a Roma, costruì edifici pubblici, strade e ponti in Italia e fuori.

Iconografia

L'iconografia di Vespasiano presenta due distinte tendenze. Quella idealizzatrice, di tradizione ellenistica e giulio-claudia, nobilita il volto con morbidi effetti di chiaroscuro, come nel ritratto ostiense del Museo Nazionale Romano; quella realistica, di tradizione italica, mette in rilievo il duro e massiccio volto dell'imperatore, segnato da profonde rughe, come nel busto della Gliptoteca Ny Carlsberg di Copenaghen.

Media

Tito Flavio Vespasiano