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Norodom Sihanouk, Samdech Preah

principe e uomo politico cambogiano (Phnom Penh 1922). Figura centrale della travagliata storia politica della Cambogia contemporanea, Norodom Sihanouk divenne re nel 1941 quando i Francesi lo preferirono all'erede diretto Sisowath Monireth. Richiesto nel 1945 l'intervento francese contro il suo primo ministro intenzionato a proclamare la repubblica, l'anno successivo Norodom Sihanouk riusciva a strappare alla Francia il riconoscimento formale dell'indipendenza, pienamente sancita, poi, nel 1953. Nel 1955, paventando un trionfo del Partito democratico, abdicò a favore del padre Norodom Suramarit per fondare il Sangkum Reastr Niyum (Comunità socialista popolare) e, vinte le elezioni, divenne primo ministro. Nel 1960, alla morte del padre, pur mantenendo la monarchia rinunciò al trono, mentre un plebiscito lo consacrava capo dello Stato. Fautore di una politica di non allineamento, Norodom Sihanouk era però consapevole della debolezza del suo Paese rispetto ai più potenti vicini, Thailandia e Vietnam del Sud con i quali erano aperte questioni territoriali. Nel 1965 ruppe le relazioni diplomatiche con gli USA favorendo l'uso del territorio cambogiano ai vietcong. Di fronte all'instabilità della situazione interna e mentre si delineava uno sbocco negoziale della guerra del Vietnam, Norodom Sihanouk (1969) scelse di appoggiarsi alla destra filoamericana nominando primo ministro Lon Nol. Il rafforzamento dei conservatori portò però nel 1970 alla sua destituzione e alla proclamazione della repubblica. Il principe, in quel momentanto a Mosca, si rifugiò a Pechino e si schierò con la guerriglia costituendo un Fronte di liberazione (FUNK) e un governo rivoluzionario (GRUNK). Con la riconquista di Phnom Penh da parte dei khmer rossi (1975), Norodom Sihanouk rientrò in Cambogia formalmente capo dello Stato ma si dimise l'anno successivo dopo la proclamazione della nuova Costituzione. Il Paese rimase, così, completamente in mano a Pol Pot il cui tragico regime si concluse nel gennaio 1979 con l'invasione vietnamita di Phnom Penh. Norodom Sihanouk riprese la via dell'esilio verso la Cina da dove denunciò gli orrori compiuti dagli uomini di Pol Pot, ma rilanciò la lotta contro gli invasori costituendo il FUNCINPEC (Fronte unito nazionale per una Cambogia indipendente, neutra, pacifica e cooperativa). Fortemente pressato dai Cinesi, Norodom Sihanouk accettò (1982) di guidare un governo di coalizione con altre forze antivietnamite, compresi i khmer rossi. Solo dopo il ritiro delle truppe occupanti (1989), però, le trattative diplomatiche hanno trovato uno sbocco nel piano di pace sottoscritto (1991) tra le formazioni guerrigliere e il governo di Phnom Penh. Norodom Sihanouk è potuto rientrare così in Cambogia, dapprima come presidente del Consiglio supremo nazionale, quindi come re (1993) dopo il ristabilimento della monarchia costituzionale. Nel 2001, in accordo con l'ONU, Norodom Sihanouk ha promulgato una legge per l'istituzione di un tribunale internazionale per processare alcuni leader dei khmer rossi.Nell'ottobre 2004 il re decideva di abdicare.

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