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Orbitoidàcei

sf. pl. [sec. XX; da orbita+-oide]. Superfamiglia (Orbitoidacaea) di Foraminiferi fossili, tipici di mare caldo e poco profondo, comparsi nel Cretaceo superiore ed estintisi all'inizio del Miocene. Hanno dimensioni varie (da pochi millimetri a svariati centimetri) e forma generalmente lenticolare, anche se non mancano forme a sella, stellari o a costole. Caratteri importanti sono le granulazioni, disposte più o meno regolarmente sul guscio e la struttura interna nella cui parte centrale si ha uno strato di camere equatoriali, attraversate da perforazioni e stoloni; queste sono circondate da entrambi i lati da una serie di camere laterali da cui sporgono i pilastri e la cui crescita irregolare dà luogo a forme più o meno rigonfie. La superfamiglia Orbitoidacei comprende tre famiglie: Orbitoididee, i cui generi più importanti sono Omphalocyclus e Orbitoides, distribuiti dal Cretaceo al Paleocene superiore; Discociclinidee (genere Discocyclina), distribuite dal Paleocene all'Eocene e Lepidociclinidee (genere Lepidocyclina) distribuite dall'Eocene medio al Miocene medio. L'ampia diffusione e il rapido tasso evolutivo degli Orbitoidacei, rendono queste forme degli ottimi fossili guida per gli intervalli cronologici considerati.

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