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Orley, Bernart van-

pittore fiammingo (Bruxelles 1488-1542). Dopo le prime opere, ancora legate alla tradizione fiamminga del manierismo gotico, Orley divenne pittore di corte nel 1518 al servizio di Margherita d'Austria e poi di Maria d'Ungheria. Nell'ambiente di corte, aperto alle influenze italiane, l'artista ebbe modo di conoscere, attraverso cartoni e incisioni, le opere maggiori di Bellini, Mantegna, Raffaello e Michelangelo e di trarne numerose soluzioni compositive. Nelle sue opere maggiori (la Virtù della Pazienza, 1521, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts; il Giudizio Universale, 1525, Anversa, Mayer van der Bergh Museum) Orley fissò una formula che rivoluzionò l'arte fiamminga del tempo, basata sulla definizione di spazio e volumi attraverso la prospettiva, sulla decorazione architettonica, sulla gestualità dei personaggi. La tradizione naturalistica fiamminga perdura in Orley soprattutto nei ritratti (Ritratto di Joris van Zelle, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts) e nei sontuosi arazzi tratti dai suoi cartoni (serie delle Cacce di Massimiliano, 1521-30 Parigi, Louvre).

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