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Pérez, Antonio

uomo politico spagnolo (Madrid 1540-Parigi 1611). Figlio illegittimo di un segretario di Filippo II, ebbe cultura raffinata e aggiornata e talento politico di prim'ordine, oltre a costumi spregiudicati. Ministro a 28 anni, dominò nella corte di Filippo II non solo fino all'assassinio di Juan de Escobedo (1578) ma persino nei cinque anni successivi (1579-84), dalla prigione in cui lo aveva fatto rinchiudere il re come corresponsabile dell'omicidio. Nel 1590 fuggì romanzescamente dal carcere di Madrid e riparò in Aragona, provocando una vera rivolta di questo regno contro Filippo II. Fuggito in Francia, dove visse ancora 19 anni, incitò Enrico IV ed Elisabetta d'Inghilterra a lottare contro la Spagna e scrisse tremendi libelli contro Filippo II (da lui accusato, fra l'altro, di aver assassinato il proprio figlio Don Carlos). Dopo la morte di Filippo II, Pérez sperò di poter rimpatriare, ma la sentenza dell'Inquisizione spagnola che lo condannava a morte in contumacia come “eretico” (emessa nel 1592 per volontà di Filippo II) venne revocata solo nel 1615. Gli scritti di Pérez, restano documenti d'alto valore storico e letterario; in particolare le Relaciones e il vasto Epistolario, pubblicati a Parigi nel 1598, e il Norte de Príncipes, manuale di idee politiche, conosciuto solo nel 1788.