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Parlamento de Ruzante che iera vegnù de campo

dialogo in dialetto pavano di A. Beolco detto il Ruzante (1529). Nella “parlata” (parlamento) del contadino Ruzante, reduce dal campo militare, rivive la tragedia del villano che, arruolatosi in guerra per sottrarsi al suo destino di povertà e di fame, ritorna a casa più miserabile di prima. È la sorte del protagonista, che deve inoltre subire il tradimento della moglie Gnua, stanca di dividere con lui la miseria: le legnate del “bravo”, amante di Gnua, ribadiscono amaramente la sconfitta del villano.

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