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Philippide, Alexandru

poeta e saggista romeno (Iasi 1900-Bucarest 1979). Figlio del filologo Alexandru (1859-1933), si laureò in filologia e diritto a Iasi nel 1921. Fra il 1922 e il 1928 perfezionò gli studi filosofici e di economia politica in Francia e in Germania. Al ritorno si dedicò all'attività giornalistica; dal 1929 al 1947 fu funzionario presso il Ministero degli Esteri e della Propaganda, ma la sua personalità riservata e meditativa si manifestò appieno nella poesia. Romantico per temperamento, la sua poesia conosce le rivolte prometeiche (si veda in Oro sterile, 1922, che è il suo primo volume, il ciclo Prometeo scacciato). Fuori dal tempo e dallo spazio, la febbre conoscitiva di Philippide si esprime come aspirazione all'eterno e all'assoluto (1930, Rupi folgorate). In Sogni nel rombo del tempo (1939), opera della maturità, la lirica Canto degli anni maledetti è un no detto al suo tempo. Nella seconda fase della sua attività si osserva nella poesia di Philippide una maggiore adesione alla realtà storica (1967, Monologo in Babilonia). Saggista di grande lucidità ed equilibrio (1963, Studi e profili letterari; 1970, Considerazioni incoraggianti; 1973, Punti cardinali europei), Philippide fu anche un traduttore eccellente.