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Piossasco

comune in provincia di Torino (20 km), 304 m s.m., 39,99 km², 16.138 ab. (piossaschesi), patrono: Madonna del Carmine (seconda domenica di luglio).

Cittadina della pianura torinese, situata ai piedi dei rilievi alpini dominati dal monte San Giorgio, fra i torrenti Chisola e Sangone. L'abitato è composto da una parte vecchia raccolta intorno alla parrocchiale e da una moderna, estesasi lungo la strada Torino-Pinerolo. Forse di origine ligure, nel Medioevo fu possesso dei marchesi di Romagnano. Dal 1122 ebbe signori propri, i Piossasco, ai quali Amedeo IX di Savoia conferì il titolo comitale, con il predicato del luogo. Il paese fu devastato più volte dalle truppe francesi.§ Dell'antico sistema difensivo costituito da tre castelli tra loro collegati da mura, rimangono la porta d'ingresso e tracce del muro di cinta di quello più elevato (sec. X); pochi resti di quello in posizione intermedia (sec. XVI-XVII); un salone e un affresco del 1462 di quello quasi in piano. La parrocchiale di San Vito (sec. XI-XII, rimaneggiata in età gotica e nel sec. XVIII) ha una facciata moderna (1886). Sul monte San Giorgio sorge la cappella di San Giorgio, risalente al Mille, con resti romanici e gotici.§ L'economia si basa sull'industria (meccanica, cartaria, delle materie plastiche e del legno); vi sono due centrali elettriche. L'agricoltura produce uva, cereali, ortaggi, frutta e foraggi ed è praticato l'allevamento bovino. Sviluppato è il turismo estivo.§ Vi nacque Alessandro Cruto (1847-1908), inventore della lampadina a incandescenza.

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