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Pozzomaggióre

comune in provincia di Sassari (57 km), 438 m s.m., 79,52 km², 3011 ab. (pozzomaggioresi), patrono: san Giorgio (23 aprile).

Centro del Logudoro, situato al margine settentrionale dell'altopiano della Campeda. Sorto in un territorio che reca traccia d'insediamenti preistorici, nel Medioevo il borgo fece parte della curatoria di Cabu Abbas, compresa nel Giudicato di Torres (sec. XI). Passato ai Doria con la fine del giudicato (1255), fu poi coinvolto nella guerra fra Arborensi e Aragonesi, che lo conquistarono nel 1436 e lo concessero a Pietro Ferrer, con la Baronia di Bonu Ighinu. Possesso di diversi feudatari sotto la dominazione spagnola e poi piemontese, nel 1795 prese parte al movimento antifeudale.§ L'abitato conserva la parrocchiale gotico-aragonese di San Giorgio Martire (1570), con facciata a capanna decorata da una fascia fra il portale e il rosone, e la chiesa di Sant'Agostino (1790), dal prospetto riccamente ornato.§ L'agricoltura produce uva da vino (cannonau di Sardegna DOC), patate, ortaggi e frutta. È diffuso l'allevamento (ovini, caprini, bovini, suini ed equini). L'industria è presente nei settori alimentare e dei materiali da costruzione. Ancora attivo, benché ridimensionato rispetto al passato, è il tradizionale artigianato tessile, che produce particolari coperte dette faunas.§ Il 6 e 7 luglio, in occasione della Sagra di San Costantino, ha luogo l'Ardia, una corsa di cavalli che partendo da una strada del centro raggiunge la chiesa dedicata al santo, posta ai margini dell'abitato. Nei dintorni si trovano diversi nuraghi, fra i quali notevole è il nuraghe Arvu, in cui si alternano pietre calcaree e basaltiche.

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