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Priòla

comune in provincia di Cuneo (67 km), 537 m s.m., 27,06 km², 804 ab. (priolesi), patrono: san Domenico (6 maggio).

Centro posto nel fondovalle alla destra del fiume Tanaro. Donato da Olderico Manfredi all'abbazia di San Giusto di Susa (1033), nel 1260 divenne possesso dei marchesi di Ceva. Passò poi ai Cambiano di Ruffia, ai Pallavicino, ai conti di Piossasco e infine al principe Maurizio di Savoia (1641).§ L'abitato conserva i resti del castello dei Pallavicino, con la torre angolare. In località Casario, raggiungibile per un bel sentiero, si trova la cappella di San Bernardo (fine sec. XIV), costruita su una preesistente torre romana o saracena, che conserva affreschi del sec. XV.§ L'agricoltura produce patate, cereali, fagioli, frutta (fragole, mele e pere) e buone sono le attività di sfruttamento del bosco (raccolta delle castagne e taglio del legname). Attività manifatturiere sono presenti soprattutto nel comparto della lavorazione del legno.

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