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Régnier, Henri de-

scrittore francese (Honfleur 1864-Parigi 1936). Aristocratico destinato alla diplomazia e conquistato invece dalla letteratura, vi portò le note di una sensibilità raffinata, in perfetto accordo con il gusto simbolista e decadente dell'epoca. Sensibile agli influssi del tempo, fu vicino alla poetica parnassiana nei versi di Lendemains (1885; I domani), al verso libero dei simbolisti in Tel qu'en songe (1892; Come in sogno) e Jeux rustiques e divins (1897; Giochi rustici e divini). Ritornò infine, sull'esempio di Heredia di cui aveva sposato la figlia (la scrittrice nota con lo pseudonimo di Gérard d'Houville), verso i modelli classici: Les médailles d'argile (1900; Le medaglie d'argilla), La cité des eaux (1902; La città delle acque), La sandale ailée (1906; Il sandalo alato), Vestigia flammae (1920). Non diversa, la sua storia di romanziere risente tuttavia maggiormente del peso del decadentismo estetizzante: Le bon plaisir (1902; Il buon piacere), Les vacances d'un jeune homme sage (1903; Le vacanze di un giovane saggio), La pécheresse (1920; La peccatrice). Tra i libri di critica e di impressioni si ricorda Esquisses vénitiennes (1906; Schizzi veneziani). Fu accolto all'Académie Française nel 1911.

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