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Ròcca di Nèto

comune in provincia di Crotone (13 km), 165 m s.m., 43,63 km², 5614 ab. (rocchitani), patrono: san Martino (11 novembre).

Centro della bassa valle del fiume Neto, posto nella fascia collinare presilana a N del Marchesato. Il borgo appartenne a famiglie di Crotone, ai monaci certosini di Santo Stefano del Bosco e quindi all'arcivescovo di Santa Severina. Passò poi a vari signori, finché il re di Spagna Ferdinando il Cattolico lo assegnò agli Spinelli. Per un certo periodo il paese si chiamò Rocca Ferdinandea, riprendendo nel 1863 l'antico nome, che tuttora conserva. Distrutto dal terremoto del 1832, venne ricostruito a breve distanza.§ Del castello medievale sussistono alcuni ruderi. Il santuario della Madonna di Setteporte, del 1662, ospita un dipinto quattrocentesco della Madonna, oggetto di grande devozione popolare.§ L'agricoltura produce soprattutto uva da vino (melissa DOC), olive, agrumi, cereali e ortaggi; assai praticato è anche l'allevamento (ovini, caprini e bovini). È molto attivo il comparto edile. La vicinanza al porto e all'aeroporto di Crotone costituisce un fattore trainante dell'economia.

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