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Ròsa, Gabrièle

patriota e scrittore italiano (Iseo 1812-1897). Condannato a morte per aver fatto parte della Giovine Italia, ebbe commutata la pena nella prigionia allo Spielberg da dove fu liberato nel 1838. Tornato in patria, partecipò all'insurrezione del 1848 e fu quindi costretto a rifugiarsi in Piemonte. Dal 1849 al 1859 visse a Bergamo dirigendovi L'Unione. Nel 1860 fu nominato provveditore agli studi; lasciata la carica tre anni dopo, si dedicò alle discipline storiche. Opere: Feudi e comuni (1857), Storia naturale della civiltà (1880).

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