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Raimóndo III (conte di Tripoli)

conte di Tripoli (ca. 1140-1187). Succeduto al padre Raimondo II (1152), dopo alcuni anni di reggenza della madre Hodierna, fu duramente impegnato nella lotta contro l'atabeg Nūr ad-Dīn, che lo tenne a lungo prigioniero ad Aleppo (1164-72); durante la sua prigionia, la contea fu retta dal valoroso re di Gerusalemme Amalrico. Alla morte di questo (1174), Raimondo III assunse a sua volta la reggenza del regno per il figlio di Amalrico, il fanciullo Baldovino IV il Lebbroso e, sposando l'erede del principato di Tiberiade (Galilea), Eschiva, entrò in possesso anche di questo Stato. Durante la reggenza del regno (1174-77) si adoperò con scarso successo per placare le continue discordie tra i grandi signori e tra gli ospitalieri e i templari, sostenendo la necessità di un'azione solidale contro la crescente potenza del Saladino. Succeduto a Baldovino IV, che lo aveva sempre tenuto come suo consigliere, Guido di Lusignano (1186), suo avversario, Raimondo III cercò invano di indurre il re e la maggior parte dei signori a evitare la guerra a oltranza contro il Saladino, che disponeva ormai di quasi tutte le risorse dell'Egitto e della Siria musulmana. La guerra, avventatamente provocata, si concluse con la disfatta dei crociati ad Hittin (luglio 1187), premessa della perdita di Gerusalemme (ottobre 1187). Raimondo III morì l'anno stesso senza figli, lasciando la contea di Tripoli a uno dei figli di Boemondo d'Antiochia (Raimondo, sostituito poi dal fratello Boemondo) e il principato di Tiberiade al primo dei due figli di primo letto di sua moglie.

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