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Ramos Horta, José

uomo politico timorese (Dili, Timor Est, 1949). È stato uno dei principali sostenitori dell'indipendenza di Timor Est e, nel 1996, gli è stato assegnato il premio Nobel per la pace, insieme a C. Belo, per “il suo contributo a una soluzione pacifica al conflitto a Timor Est”. Ramos Horta cominciò la sua azione per l'indipendenza di Timor Est quando la regione era ancora una colonia portoghese. Nel 1970 fu costretto ad andare una prima volta in esilio; qualche anno dopo rientrò a Timor Est e nel 1974 fu tra i fondatori del Fronte di Liberazione Nazionale di Timor Est (Fretilin). L'anno successivo, con l'inizio dell'occupazione indonesiana, fu costretto nuovamente all'esilio, prima a Lisbona e poi a New York, dove è stato per dieci anni rappresentante presso le Nazioni Unite del Fronte di Liberazione di Timor Est. Negli anni Novanta si è trasferito a Sydney, dove ha fondato un centro per la difesa dei diritti umani. In seguito ha contribuito in modo decisivo ai colloqui di riconciliazione a Timor Est e allo sviluppo di un piano di pace nella regione. La sua attività ha avuto pesanti ripercussioni sulla sua famiglia: la sorella è stata uccisa nel 1977 da una bomba dell'aviazione indonesiana, un fratello è stato ucciso durante un interrogatorio e un altro fratello di 14 anni è scomparso nel nulla. Nel giugno 2006 veniva nominato premier e nel maggio 2007 diventava presidente con il 70% dei consensi.

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