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Roccavióne

comune in provincia di Cuneo (10 km), 646 m s.m., 16,64 km², 2791 ab. (roccavionesi), patrono: san Magno (terza domenica di agosto).

Centro del Cuneese, situato fra i torrenti Gesso e Vermenagna, poco a monte della loro confluenza. È l'antica Rocca Vidonis, possesso del vescovo di Asti (1041), che lo concesse ai signori di Roccavione. Passò in seguito ai marchesi di Saluzzo (1163), all'abbazia di San Dalmazzo (1268) e a Cuneo, finché fu assorbito nei possedimenti dei Savoia, che nel 1373 lo diedero ai marchesi di Ceva e in seguito ad altri feudatari.§ Domina l'abitato la rupe del Santo Sudario, su cui sorgono resti dell'omonima cappella (sec. XVII) e del castello. La chiesa della Santa Croce fu costruita nel 1761-64 da Pio Eula; l'antica parrocchiale della Visitazione ha interno a tre navate e abside a ferro di cavallo.§ L'economia si basa sull'agricoltura (foraggi, uva da vino e ortaggi) e sulla silvicoltura (raccolta delle castagne, cui è dedicata una sagra in ottobre). Completa il quadro economico l'industria, che opera nei settori alimentare, cartario, della lavorazione del legno, dei gas e dei materiali da costruzione. È meta di turismo escursionistico e sportivo (palestra di roccia).

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