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Rodòlfo II (imperatore)

d'Asburgo, imperatore (Vienna 1552-Praga 1612). Figlio di Massimiliano II, gli succedette nel 1576 dopo aver cinto le corone d'Ungheria (1572) e di Boemia (1575). Abbandonata la politica paterna di neutralità nel conflitto religioso, favorì nell'Impero la diffusione della Controriforma, allontanando i protestanti dalle cariche pubbliche e instaurando restrizioni all'esercizio del culto luterano. Visse isolato nel castello praghese di Hradčany, circondato da studiosi, tra i quali Keplero. Impose un governo cattolico nella città di Aquisgrana (1580) e perseguitò i protestanti a Donauwörth (1606). Tale presa di posizione rese difficili, all'interno dell'Impero, i rapporti con i principi, i quali rifiutarono l'appoggio nella guerra contro gli Ottomani guidati da Murād III e poi da Aḥmed I. Dopo una logorante serie di assedi, la guerra terminò nel novembre 1606, non apportando alcun mutamento territoriale, ma suggellando un mutamento dei rapporti di forze a favore dell'Austria. Intanto, a partire dal 1598, l'equilibrio psichico di Rodolfo II cominciò a vacillare e dopo il 1600 la sua attività politica ne fu paralizzata; nel 1608 fu costretto dalla corte a cedere al fratello Mattia il regno d'Ungheria, il governo dell'Austria e della Moravia e la corona di Boemia (1611). Protettore di scienziati e artisti, oltre a una Wunderkammer di oggetti rari e preziosi e curiosità naturali, Rodolfo II formò nelle sue residenze di Vienna e Praga raccolte di statue, disegni, dipinti (tra cui capolavori di Bosch, Bruegel e Dürer), in parte disperse o distrutte per le vicende belliche dell'Impero, in parte ancora conservate al Kunsthistorisches Museum e all'Albertina di Vienna.

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