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Romains, Jules

pseudonimo letterario, diventato nome legale, dello scrittore francese Louis Farigoule (Saint-Julien-Chapteuil, Haute-Loire, 1885-Parigi 1972). Entrato nel 1906 all'École Normale Supérieure, prese contemporaneamente a frequentare a Créteil il gruppo dell'Abbaye e a formulare le teorie dell'unanimismo, esposte in un articolo del 1905, sulla base della convinzione del predominio del collettivo sull'individuale nel mondo moderno. All'idea unanimista si ispira l'opera poetica composta prevalentemente tra il 1904 e il 1937 (L'âme des hommes, 1904; La vie unanime, 1908; Odes et prières, 1913; Europe, 1916; Amour couleur de Paris, 1921; L'homme blanc, 1937) e ancora quella del secondo dopoguerra (Pierres levées, 1948; Maisons, 1954). Professore di filosofia fino al 1919, Romains si dedicò poi interamente alla letteratura, ottenendo nel teatro i grandi successi di Monsieur le Trouhadec saisi par la débauche (1923; Il signor Trouhadec trascinato dal vizio) e soprattutto di Knock ou le triomphe de la médecine (1923; Knock ovvero il trionfo della medicina), satira della medicina con intenti di critica satirica, che riprese in Le dictateur (1926) e Donogoo-Tonka (1930). È di quegli stessi anni la concezione del ciclo romanzesco Les hommes de bonne volonté, pubblicato in 27 vol. tra il 1932 e il 1946: immensa opera che più di ogni altra rispecchia il clima e la crisi del mondo europeo tra il 1908 e il 1933, dai preparativi della prima a quelli della seconda guerra mondiale, ponendo al centro gli interrogativi dell'azione politica. Dopo il soggiorno negli Stati Uniti del periodo bellico, Romains fu eletto all'Académie Française nel 1946 e riprese l'attività letteraria privilegiando la saggistica (Le problème numéro un, 1947; Examen de conscience de Français, 1954; Situation de la terre, 1958; Lettres à un ami, 1964-65) pur senza rinunciare alla narrativa: Violation de frontières (1951), Les fils de Jerphanion (1956), continuazione del ciclo d'anteguerra, ma privo ormai dell'ottimismo umanistico che ne aveva sorretto la grandiosa impalcatura.

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