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Sàggio sulla rivoluzióne

opera di C. Pisacane, pubblicata postuma nel 1860. Il saggio è fondato sui seguenti presupposti fondamentali: che la “rivoluzione morale” si deve necessariamente saldare con una “rivoluzione materiale”; che la leva indispensabile della rivoluzione sono le grandi masse contadine; che tali masse sono mosse, più che da ideali, da bisogni. Ne discende la polemica di Pisacane nei confronti del programma idealistico e mistico di Mazzini e l'elaborazione di una concezione materialistica della storia, fondata sulla presa di coscienza che sono i fatti economico-sociali, più che le istituzioni politiche, a determinare i comportamenti umani. Pisacane è il primo uomo politico italiano che individua con grande chiarezza nel diritto di proprietà e nella disuguaglianza sociale gli ostacoli da superare per fare del Risorgimento un'autentica rivoluzione nazionale.