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Sìmeri Crichi

comune in provincia di Catanzaro (19 km), 465 m s.m., 46,75 km², 3836 ab. (crichesi), patrono: san Nicola di Bari (6 dicembre).

Centro del versante meridionale della Sila Piccola, esteso nella fascia collinare presilana e nella pianura costiera del golfo di Squillace; sede comunale è Crichi. La zona fu abitata fin dai tempi più remoti, come attestano ritrovamenti della prima Età del Ferro e del periodo magnogreco. Simeri sorse in epoca medievale, mentre Crichi pare sia stata fondata nel sec. XVIII da un gruppo di profughi di Taverna. La Baronia di Simeri appartenne ai Ruffo di Catanzaro, ai D'Aragona de Ayerba (1482), ai Borgia (1580), ai Ravaschieri di Napoli (1622) e ai De Fiore (1701); passò infine ai Barreta-Gonzaga (1739).§ A Simeri sussistono i resti del castello che, edificato nel sec. X dai Bizantini e ricostruito dal feudatario Perez Sancho de Ayerba nel 1482, fu fortificato da architetti spagnoli di Carlo V e rifatto nel Seicento.§ L'agricoltura produce cereali, agrumi, olive e uva (con produzione di olio e vino). L'industria opera nei settori dei materiali da costruzione, degli articoli sanitari (abbigliamento e biancheria ospedaliera monouso), dei detergenti industriali e della lavorazione dell'alluminio.

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