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Salazar Arrué, Salvador

narratore salvadoregno (Sonsonate, El Salvador, 1899-San Salvador 1975). Noto anche come giornalista, disegnatore e pittore, fu a lungo diplomatico negli Stati Uniti. Sotto lo pseudonimo di Salarrué, pubblicò numerose narrazioni, lunghe e brevi, sviluppando due tendenze fondamentali e intrinsecamente diverse: l'invenzione lirico-fantastica, fino a punte utopistiche, e il realismo regionalista e di costumi salvadoregni. Alla seconda tendenza, che gli dette la maggior rinomanza anche in Europa, appartengono i racconti brevi raccolti in Cuentos de barro (1933; Racconti di terracotta), Eso y más (1940; Ciò e più), Trasmallo (1954; Tramaglio) e La espalda y otras narraciones (1960), scritti in un castigliano gremito di idiotismi salvadoregni e centrati su personaggi, tipi e aneddoti di vita locale. In questi brevi flash icasticamente caratterizzati e variegati da notazioni liriche, la narrativa di Salazar Arrué raggiunge i suoi esiti più significativi. Alla prima tendenza fantastico-spiritualista appartengono invece El Cristo negro (1926), El señor de la burbuja (1927; Il signore della bollicina) e O-Yarkandal (1929).

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