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Salimbène da Parma

cronista italiano (Parma 1221-Reggio nell'Emilia o Montefalcone 1288). Figlio del ricco borghese Guido de Adam, entrò nell'ordine francescano dei frati minori nel 1238 e fu assegnato a vari conventi (Jesi, Lucca, Siena, Pisa); nel 1247 andò in Francia per completare gli studi e tornò in Italia, a Ferrara, nel 1249. Dopo il 1256 visse in Emilia, dove guidò per un certo tempo il movimento dei flagellanti (1260). Trascorse gli ultimi anni a Reggio nell'Emilia e dopo il 1285 nel convento di Montefalcone: in queste sedi compose la Cronica, l'opera in latino che lo rese famoso e nella quale descrisse gli avvenimenti, italiani ed europei, dal 1167 al 1287. Documento di storia politica, sociale e religiosa, la Cronica attinge, per il periodo contemporaneo, soprattutto all'esperienza diretta dell'autore, mentre per gli avvenimenti più antichi si rifà alla Chronica di Sicardo di Cremona, al Liber de temporibus di A. Milioli da Reggio, a Vincenzo di Beauvais e ad altri scrittori medievali. Il racconto si snoda con grande vivacità compositiva, ricco di aneddoti, curiosità, citazioni bibliche, in un linguaggio di andamento già volgareggiante, insaporito di espressioni dialettali. Senso del reale e timori superstiziosi e apocalittici si fondono in un impasto tutto medievale.

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