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San Vèro Mìlis

comune in provincia di Oristano (14 km), 10 m s.m., 72,20 km², 2403 ab. (sanveresi), patrono: santa Sofia (17 giugno).

Centro situato presso la confluenza del rio Cispiri nel rio di Mare Foghe. Sorto nei pressi di uno dei più grandi complessi nuragici dell'isola e di un villaggio punico frequentato anche in età romana, durante il Medioevo fece parte del Giudicato d'Arborea. Nel sec. XV, dopo la conquista spagnola, venne incorporato nel patrimonio regio. I Savoia, subentrati agli spagnoli nel 1720, lo concessero in feudo (1767) ai Flores Nurra, marchesi d'Arcais, i quali nonostante un tentativo d'insurrezione (1795), lo tennero fino al 1839, anno dell'abolizione del regime feudale.§ Nell'abitato si trovano due interessanti chiese: la parrocchiale di Santa Sofia, costruita da Agostino Careli e Francesco Escanu nel 1604 e ultimata nel 1638, con un'ampia facciata aperta da tre portali scolpiti e da un rosone; accanto sorge l'imponente campanile, terminato nel Settecento, con la cupola a cipolla. Barocca è invece la chiesa di San Michele Arcangelo.§ La principale risorsa economica è l'agricoltura, che si basa sulla coltivazione di cereali, ortaggi (soprattutto carciofi e pomodori), alberi da frutto, foraggi e viti (con produzione di vini DOC), e sull'allevamento ovino e bovino, cui si affiancano aziende attive nei settori alimentare (caseifici), dell'abbigliamento e della produzione di materiali da costruzione.§ Nelle immediate vicinanze del paese sono visibili i resti del grandioso complesso del nuraghe S'Uraki, uno dei maggiori dell'isola, presso il quale fu identificato un villaggio punico abitato anche in epoca romana.

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