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Sant'Àngelo dei Lombardi

comune in provincia di Avellino (54 km), 870 m s.m., 54,76 km², 4244 ab. (santangiolesi), patrono: san Michele Arcangelo (29 settembre).

Centro posto nell'alto bacino del fiume Ofanto. Fondato dai Longobardi (da cui il nome), il borgo si sviluppò rapidamente, restando nel demanio regio fino al 1559, quando divenne feudo dei Caracciolo; appartenne poi ai Carafa e, infine, agli Imperiali (1634). Fu duramente colpito dai terremoti del 1664 e del 1980. È sede arcivescovile. § La cattedrale di Sant'Antonino (sec. XI, rifatta nel XVI) ha la torre campanaria del sec. XVI, la facciata in travertino, un pregevole portale in pietra in stile tardorinascimentale, e custodisce il sepolcro Cecere (sec. XVII). § L'economia si basa sull'agricoltura, con cereali, frutta, olive, tabacco e foraggi per il fiorente allevamento di bovini da latte. L'industria è attiva nei settori dei materiali da costruzione e della lavorazione della plastica. Alcune risorse provengono dal turismo di villeggiatura estiva. § Nei dintorni, a dominio della valle dell'Ofanto, sorge l'abbazia di San Guglielmo al Goleto (sec. XII, rimaneggiata nel sec. XVIII e restaurata dopo il sisma), di cui restano un chiostro, con la Torre Febronia (1152), l'ingresso con due grandi porte a sesto acuto e alcuni altari in marmo; è sede di manifestazioni culturali.