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Satriano

comune in provincia di Catanzaro (41 km), 293 m s.m., 22,02 km², 3102 ab. (satrianesi), patrono: san Teodoro (9 novembre).

Centro del versante ionico delle Serre, posto nella fascia collinare alla destra del fiume Ancinale. Di antica origine (forse enotra), prese il nome dal vicino fiume Cecino e solo in seguito lo cambiò in Satriano (dal fiume Sagra). Appartenne per lungo tempo al Principato di Squillace, poi ai Ravaschieri di Napoli, che ottennero il titolo di principi nel 1621. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1783.§ Nella sagrestia della chiesa madre di San Teodoro si trovano una croce in rame argentata e dorata (sec. XVII), piccoli armadi e un coro lignei, opera di intagliatori locali (sec. XVII). Nella chiesa dei Riformati è un gruppo ligneo dell'Immacolata con san Francesco e sant’Antonio (sec. XVIII-XIX).§ L'agricoltura produce cereali, uva, frutta e olive; sono praticate le attività di sfruttamento dei boschi (castagne e legname). Sono attive aziende per la lavorazione dei prodotti agricoli e cave di sabbia e pietra calcarea.

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