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Scùrcola Marsicàna

comune in provincia di L'Aquila (74 km), 700 m s.m., 30,01 km², 2501 ab. (scurcolani o scurellesi), patrono: sant’ Antonio (13 giugno).

Centro situato sulle estreme propaggini dei monti Carseolani. Erede della marsaExcubia, appartenne alla famiglia Dal Ponte fino al 1269, quando passò agli Orsini. Nel 1268 nella piana di Scurcola si combatté la battaglia, nota come battaglia di Tagliacozzo, fra Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò, che segnò la fine della dinastia degli Hohenstaufen. § L'abitato subì ingenti danni per il sisma del 1915.Nella parte più antica del paese, dominato dai resti del castello Orsini (1269) e caratterizzato da abitazioni d'impronta medievale, si trova la chiesa di Santa Maria (1525, rimaneggiata). La costruzione reca su un fianco un portale gotico proveniente dalla chiesa di Santa Maria della Vittoria (i cui ruderi sono nei pressi dell'abitato, nel luogo dove si svolse la battaglia del 1268), dalla quale proviene pure una Madonna col Bambino (fine sec. XIII) in legno policromo. Altri interessanti edifici sono la parrocchiale della Santissima Trinità, tardorinascimentale con una scalinata barocca a doppia rampa (1631), e la chiesa di Sant'Egidio, al margine del paese, di origine romanica ma modificata.§ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, patate, barbabietole da zucchero, frutta e foraggi), l'allevamento (ovini e bovini) e l'industria edile e metalmeccanica.

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