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Semănătorul

(Il seminatore), rivista letteraria romena nata per iniziativa del ministro Spiru Haret il 2 dicembre 1901. Ebbe per direttori A. Vlăhuta e G. Cosbuc, ai quali nel 1902 succedettero I. Chendi e S. O. Iosif. Dal 1903 vi prevalse la forte personalità di N. Iorga che dal 1905, in veste di direttore ufficiale, impresse alla rivista quei caratteri polemici e profetici, propri al suo temperamento e al suo stile. Costretto Iorga ad allontanarsi per contrasti con i collaboratori, la rivista passò sotto un comitato presieduto da Iosif, per finire strumento del “nazionalismo integrale” di A. Cuza e del reazionarismo di Aurel Popovici, che determinò la fine del periodico, nel 1910. La rivista predicò una letteratura in funzione della nazione e identificò la nazione con la massa contadina considerandola, in una visione idealizzatrice, unica depositaria dei valori autentici della stirpe. Il suo merito fu quello di difendere la tradizione e promuovere l'elevazione del contadino; ma essa confuse etica ed estetica e, promotrice della xenofobia in politica, sul piano culturale frenò l'evoluzione in senso moderno della letteratura.

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