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Sinfonìa nuziale

(The Wedding March), film statunitense (1927-28) di Erich von Stroheim. Vasto affresco romanzesco (Piscator lo paragonò a Balzac) da proiettarsi in due parti, l'opera concepita dall'autore quale summa della sua “visione viennese” e quale capovolgimento realistico dell'operetta, lunghissima, in anticipo sui tempi, fu ridotta dai produttori. La seconda parte, The Honeymoon o Luna di miele, affidata al montaggio del viennese Sternberg, fu sconfessata dal regista e presentata, dal1929, solo in Europa. Il film convogliava in modo totale le ossessioni di Stroheim – tra corruzione e tenerezza, cinismo e sentimento, violenza laida e brutale e romanticismo barocco – nella rappresentazione implacabile del tramonto di un impero: la pompa ormai esteriore delle sue parate militari e delle sue processioni, travolta dalla voluttà del danaro e dal disprezzo dell'essere umano. L'autore vi sperimentò una sonorizzazione musicale e, nella scena della processione, anche il colore.

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