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Sinjavskij, Andrej

scrittore e critico letterario russo (Mosca 1925-Parigi 1997). Insegnante all'Istituto letterario di Mosca, nel 1966 fu condannato per la pubblicazione all'estero (sotto lo pseudonimo di Abram Terz) di scritti “ostili” all'URSS. Dopo sette anni di reclusione fu esiliato. Stabilitosi a Parigi, insegnò letteratura russa alla Sorbona. Tra le sue opere narrative, che descrivono per lo più in chiave satirica la realtà sovietica, si ricordano Si fa il processo (1959), Compagni, entra la corte (1960), Racconti fantastici, noti anche con il titolo La gelata (1962), Ljubimov (1965) e il romanzo Buona notte (1984). Di contenuto filosofico-politico o letterario sono invece Una voce libera dai ceppi (1964), La poesia di Pasternak (1966), Che cosa è il realismo socialista (1967), In difesa della piramide o contro Evtušenko(1967), Pensieri improvvisi (1967), Una voce dal coro (1975), All'ombra di Gogol (1975), Passeggiare con Puškin (1976), Le foglie morte di V. V. Rozanov (1982). La casa del gatto è il romanzo che Sinjavskij ha terminato prima di morire, la cui storia ruota intorno al personaggio di un “detective universale”, una sorta di Sherlock Holmes in cerca della ragione del male universale. Nel 1991 è uscito il suo saggio di critica letteraria dal titolo di Ivan il semplice; è stato anche direttore della rivista Kontinent, che ha raccolto scritti di grande portata della nuova emigrazione sovietica.

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