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famiglia di architetti, scultori e orafi italiani attivi nei sec. XV-XVI. Tra i maggiori esponenti fu Bartolomeo (Reggio nell'Emilia 1468-1539), attivo come scultore e orafo principalmente nella città natale, a capo di una fiorentissima bottega, con una produzione che rivela influssi del Rinascimento toscoromano (è documentato un suo viaggio a Roma prima del 1521). Le maggiori realizzazioni di Bartolomeo si trovano nel duomo di Reggio (monumenti funebri del vescovo B. Arlotti, di G. Manfredi, di V. Malaguzzi) e nella chiesa della Madonna della Steccata a Parma (monumento funebre di B. Rossi, compiuto nel 1536). Prospero detto il Clemente (Reggio nell'Emilia 1516-1584), nipote e allievo di Bartolomeo, fu tra gli esponenti del tardomanierismo emiliano. Autore del restauro della facciata del duomo di Reggio (dal 1544 alla morte), vi lasciò anche numerosi monumenti sepolcrali (per il vescovo Rongoni, per il vescovo Martelli, per O. Malaguzzi). Sua anche la tomba del vescovo Andreasi in S. Andrea a Mantova.

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