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Stoss, Veit

scultore e pittore tedesco (Norimberga ca. 1438-1533). Di formazione complessa, che comprende la conoscenza delle tradizioni di Svevia e di Franconia, oltre a influenze da S. Lainberger e da N. Gerhaert, Stoss è da considerare uno dei maggiori esponenti del periodo di transizione dell'arte tedesca fra tardogotico e Rinascimento. Attivo in Polonia dal 1477 al 1495, vi lasciò numerose testimonianze della sua prima produzione, caratterizzata da uno slancio fantastico eccezionale, basato sul dinamismo e sulla gestualità accentuata e sostenuto da una tecnica di elevatissimo virtuosismo. Oltre all'altare maggiore per S. Maria a Cracovia (1477-89), a pannelli dipinti e a intaglio, uno dei capolavori del genere, si ricordano le numerose tombe marmoree, come quella per il re Casimiro (1492, Cracovia, duomo). Tornato a Norimberga, rinnovò radicalmente il suo stile, probabilmente per la conoscenza della plastica classica e di quella rinascimentale italiana, volgendosi a un'espressione più pacata, ampliando le forme in volumi tondeggianti, allargando e approfondendo i fondi prospettici. Sono di questo periodo il Raffaele e Tobia (1516, Norimberga, S. Giacomo) e il suo probabile pendant, il ligneo S. Rocco (Firenze, SS. Annunziata), ma soprattutto l'altare di Bamberga (1520-23, cattedrale). Di Stoss sono inoltre note dieci incisioni di soggetto religioso, dal disegno ancora tardogotico, mentre della sua attività di pittore restano gli sportelli per l'altare di Münnerstadt (1504, parrocchiale; le parti lignee sono di T. Riemenschneider).