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Suárez de Figueroa, Cristóbal

scrittore spagnolo (Valladolid ca. 1571-Italia ca. 1645). Spirito inquieto e avventuroso, studiò in Italia (Bologna, Pavia) fino al 1604, per tornarvi nel 1623 e morirvi, in località imprecisata, dopo essere stato “uditore” (magistrato) a Lecce dal 1629 al 1632. Lasciò varie opere, abbastanza disparate, fra cui un mediocre poema epico (La España defendida, 1612) e un romanzo pastorale “a chiave” (La constante Amarilis, 1609), nonché una sorta di zibaldone enciclopedico, Plaza universal de todas las ciencias y artes (1615), tradotto in gran parte dall'omonimo libro di Tommaso Garzoni. Di gran lunga più importante e originale è il dialogo El pasagero (1617), dove quattro personaggi (di cui uno è lo stesso Suarez ), durante un viaggio da Madrid a Barcellona discorrono di molti argomenti – teatro, poesia, politica, morale, donne, amori ecc. – con spregiudicata libertà, che spesso nelle parole del “Dottore” (cioè l'autore) diventa maldicenza e acredine. Libro in complesso molto interessante e quasi unico nel suo genere.

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