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Sucksdorff, Arne

cineasta svedese (Stoccolma 1917-2001). Capofila del documentarismo lirico e specialista nelle riprese di animali, si rivelò in una serie di cortometraggi (Sommarsaga, 1943; Saga d'estate, sulle avventure e misfatti di una volpe; Gryning, 1944; Alba, sulla fauna svedese; Människor i stad 1947; Gente di città, premio Oscar come migliore cortometraggio documentario; En kluven värld, 1948; Un mondo diviso, dove si affermava il tema che l'uomo e la natura comunicano solo nell'età infantile) e nel lungometraggio, conosciuto anche in Italia, Det Stora äventyret (1953; La grande avventura) in cui, con incisività mai più ritrovata, egli mostrò la natura in una fattoria svedese nel corso delle stagioni, con l'occhio nostalgico dell'infanzia, mentre sembrò guardare gli uomini con l'occhio degli animali. A due secchi cortometraggi sull'India (Indisk by; Villaggio indiano, e Vinden och floden, 1950-51, Il vento e il fiume) fece seguire, nel 1956-57, l'ambizioso ed estetizzante lungometraggio En djungelsaga (Racconto della giungla, ovvero Il flauto e la freccia). Ha realizzato inoltre i film a soggetto Pojken i trädet (1961; Il ragazzo nell'albero ) e Mitt hem är Copacabana (1965; La mia casa è Copacabana).

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